Recuperare, salvare, riorganizzare, rendere fruibile.
Azioni di tendenza, oggi. Nel caso di CAeB tutto ha inizio nel 1979. L’oggetto di cui ci occupiamo, da allora, è la memoria.
Che sia una documentazione bibliografica, un archivio, una storia familiare.

Non solo.
Il nostro compito dal passato, negli anni, si volge al futuro. Dagli anni ’90, CAeB acquisisce grande esperienza non solo nella catalogazione e nella gestione, ma opera creativamente anche nell’organizzazione di attività e iniziative culturali.
Una fase importante che definisce ancora oggi la fisionomia della cooperativa. 

Sempre diversa, sempre uguale a se stessa.

1979

I PRIMI PASSI

Milano. 16 giovani neolaureati in discipline umanistiche fondano la Cooperativa Archivistica e Bibliotecaria.
Il loro scopo è quello di crearsi un futuro professionale nel campo dei beni culturali. Una fondamentale opportunità viene offerta dalla Università degli Studi di Milano, con un primo incarico per la catalogazione del proprio patrimonio bibliografico. Perché il lavoro venga svolto secondo gli standard richiesti, l’Università organizza un corso di formazione ad hoc e nuove competenze professionali entrano in azienda. 

Anche il Politecnico di Milano diventa un cliente stabile.
Grazie a questi e ad altri committenti (la Camera di commercio, l’Ospedale maggiore di Milano, il CNR, la Fondazione Feltrinelli, l’Università Cattolica di Brescia, il Touring Club Italiano, l’Istituto nazionale dei tumori, la Fondazione Mondadori, per citare solo i principali), la cooperativa può dare ai propri soci un’occupazione stabile. 

Il lavoro cresce. Nel 1988 si sceglie di applicare un modello più aziendale, senza snaturare i metodi della democrazia interna e della mutualità: il budget viene centralizzato e si sgancia la retribuzione del socio dalle entrate del singolo lavoro. 

CAeB è ormai in grado di offrire servizi completi e integrati (dalla consulenza, alla progettazione, all’intervento operativo), anche se è ancora relativamente piccola: i suoi soci sono meno di quaranta! C’è però un elemento molto importante ed è la forza patrimoniale dell’impresa, grazie all’accantonamento degli utili a riserva.

1993
LA SVOLTA STRATEGICA

Viene approvata la mozione che indica la nuova via: un consiglio di amministrazione con funzioni imprenditoriali, composto da tre persone: il presidente, responsabile dell’amministrazione generale e due consiglieri, coordinatori rispettivamente del settore archivi e di quello biblioteche. 

CAeB si attrezza così per entrare nel mondo della gestione dei servizi: il rapporto con il pubblico nelle biblioteche universitarie o l’organizzazione e la gestione di un archivio. 

Questi tipi di interventi di respiro pluriennale consentiranno l’instaurazione con i soci di rapporti di lavoro subordinato, con assunzione a tempo indeterminato. Già prima della legge 142 del 2001 CAeB applica integralmente un CCNL e questo inquadramento dei soci lavoratori costituisce un importante elemento di stabilità e di rafforzamento aziendale.

La tendenza all’esternalizzazione dei servizi da parte degli enti pubblici territoriali e delle università premia la politica di CAeB, specialmente quando i clienti appaltano all’esterno anche lavori dai contenuti professionali alti. 

Il parco clienti si allarga: università, enti locali, Ministero per i beni culturali rimangono il nocciolo duro, affiancati però da fondazioni, aziende, ospedali e anche privati. 

DAL
2003
A OGGI

La struttura organizzativa si arricchisce e CAeB si sente pronta ad espandersi anche dal punto di vista territoriale: dapprima in Piemonte, poi, dal 2004, in Trentino, Emilia, Venezia Giulia, Umbria… Questa espansione comporta un incremento notevole della base sociale, stabilità occupazionale, crescita professionale per tutti i soci. 

Nel 2009 CAeB compie trent’anni (Guarda il video). Un anniversario che vuole diventare memorabile attraverso la realizzazione di un progetto speciale: ricostruire virtualmente una biblioteca, frutto della passione di un bibliofilo (Antonello Gerbi 1904-1976), che non è fisicamente unita. 

Nasce così il progetto Fondo Gerbi , offerto da CAeB all’Università degli Studi di Milano, culla della cooperativa e referente di molteplici lavori. Il recupero di un patrimonio che riconferma la vocazione degli inizi.

Di pari passo con la diffusione dell’esternalizzazione dei servizi, CAeB è sempre più impegnata nei lavori di gestione, di biblioteche (universitarie, civiche…) o di archivi. Si tratta di un servizio svolto da professionisti, formati in questo specifico ambito. E non solo. La capacità della cooperativa è anche quella di ideare e realizzare attività culturali: dalla promozione della lettura, alla valorizzazione del patrimonio, alle iniziative di intrattenimento per tutte le età. 

Nell’epoca della digitalizzazione estrema, CAeB riserva un ampio spazio alla creatività della mente umana: un investimento sulle persone che caratterizza da sempre la sua storia.

DAL
2003
A OGGI

La struttura organizzativa si arricchisce e CAeB si sente pronta ad espandersi anche dal punto di vista territoriale: dapprima in Piemonte, poi, dal 2004, in Trentino, Emilia, Venezia Giulia, Umbria… Questa espansione comporta un incremento notevole della base sociale, stabilità occupazionale, crescita professionale per tutti i soci. 

Nel 2009 CAeB compie trent’anni (Guarda il video). Un anniversario che vuole diventare memorabile attraverso la realizzazione di un progetto speciale: ricostruire virtualmente una biblioteca, frutto della passione di un bibliofilo (Antonello Gerbi 1904-1976), che non è fisicamente unita. 

Nasce così il progetto Fondo Gerbi , offerto da CAeB all’Università degli Studi di Milano, culla della cooperativa e referente di molteplici lavori. Il recupero di un patrimonio che riconferma la vocazione degli inizi.

Di pari passo con la diffusione dell’esternalizzazione dei servizi, CAeB è sempre più impegnata nei lavori di gestione, di biblioteche (universitarie, civiche…) o di archivi. Si tratta di un servizio svolto da professionisti, formati in questo specifico ambito. E non solo. La capacità della cooperativa è anche quella di ideare e realizzare attività culturali: dalla promozione della lettura, alla valorizzazione del patrimonio, alle iniziative di intrattenimento per tutte le età. 

Nell’epoca della digitalizzazione estrema, CAeB riserva un ampio spazio alla creatività della mente umana: un investimento sulle persone che caratterizza da sempre la sua storia.

Fondo Gerbi:

un progetto coinvolgente per i 30 anni CAeB

“ … voglio bene a questo mucchio di libri. Cinquanta metri di scaffali. Ma in quei cinquanta metri ci sta tutta la strada che ho fatto e tutte le strade che ho voluto fare … La mia biblioteca è la mia autobiografia”.

[A. Gerbi, 1931 circa, cfr. Archivio storico di Intesa Sanpaolo, Fondo delle carte Gerbi, faldone 4]

Ricostruire virtualmente una biblioteca frutto della passione di un bibliofilo e che non è oggi fisicamente unita: ecco un progetto degno di ricordare i trent’anni di attività di CAeB. Ci ha fatto piacere realizzarlo e offrire il risultato del nostro lavoro all’Università degli Studi di Milano, che non solo ha visto nascere la nostra cooperativa, ma per la quale abbiamo lavorato da sempre e che ci ha dimostrato costante fiducia e stima.

Antonello Gerbi (1904-1976), per quarant’anni a capo dell’Ufficio Studi della Comit per volere di Raffaele Mattioli, non ha mai cessato di raccogliere volumi che rispecchiano i suoi molteplici interessi culturali da studioso e da bibliofilo. Anche quando è costretto dalle leggi razziali a riparare a Lima. Gerbi ha raccolto opere di storia del libro e delle legature, arte e simbologia iconografica, “americanistica”, letterature (francese, italiana, inglese e tedesca), storia del pensiero politico, storia del Rinascimento, opere di e su Benedetto Croce, sul tema del “peccato originale” e, in misura minore, di economia e storia dell’economia.

La biblioteca passa dai 50 metri lineari degli anni ’30 ai 137 metri misurati nel 1948 quando, di ritorno dal Perù, deve pensare alla sua sistemazione nella nuova casa milanese e commissiona una libreria a Piero Bottoni.

Oggi la collezione (tranne un centinaio di volumi di interesse economico e circa 680 opuscoli conservati presso la Comit – ora Intesa Sanpaolo – insieme all’archivio personale) è posseduta dall’Università degli Studi di Milano e dal Centro Apice della stessa Università. Nel 2000 furono acquistati 7.603 volumi, destinati a differenti biblioteche di dipartimento in base all’argomento, mentre i 5.281 volumi acquistati successivamente, nel 2006, sono conservati presso il Centro Apice.

CAeB ha progettato e realizzato un intervento di valorizzazione dell’intero fondo: prima di tutto la catalogazione completa in SBN dei volumi presenti presso il Centro Apice; poi il recupero da SBN dei record bibliografici relativi alla prima acquisizione da parte dell’Università; l’attribuzione a tutte le opere del codice di Classificazione Decimale Dewey, infine la pubblicazione web del catalogo dell’intero fondo, virtualmente ricostruito (www.bibliotecagerbi.caeb.it).

laura-panzeri-virgolette

Chi siamo? Lo dice la nostra storia.
Dalla fondazione a oggi abbiamo cercato di declinare nella realtà i fini sia professionali che sociali che ci eravamo proposti.

Il nostro è un “mestiere”. 
I soci hanno tutti una buona formazione umanistica, ma a lavorare hanno imparato “sul campo”.

Ci contraddistinguono:
la specializzazione, la particolare attenzione al controllo e organizzazione dei gruppi di lavoro, la cura nei confronti della formazione, aggiornamento, partecipazione attiva dei soci.

Queste caratteristiche, costanti nel tempo, sono la nostra forza.

PAOLO POZZI.
UN SOCIO INDIMENTICABILE

7 gennaio 2016.

Improvvisamente viene a mancare un Capo, un Maestro.
Una personalità forte. Un personaggio mai prevedibile.

Il dolore e l’incredulità per la perdita lasciano smarriti.

Ma, in chi l’ha conosciuto bene o solo incontrato, nei soci nuovi e vecchi, nei collaboratori e amici, nei clienti rimane intatto il ricordo della sua intelligenza acuta, la concretezza, l’umanità, l’autoironia, la capacità di minimizzare le difficoltà e di cercare soluzioni concrete attraverso nuove vie.

Paolo rimane un punto di riferimento fondamentale per tutti.

Sempre presente.

Strategie lungimiranti, svolte audaci, scelte decisive.

CAeB oggi non sarebbe quella che è.

Ricordando Paolo 

DOPO 30 ANNI, CI SIAMO RACCONTATI…

La sfida 
di 16 giovani neolaureati

1979. CAeB nasce dalla scommessa di riuscire a svolgere in forma associata e privata la professione di archivista e di bibliotecario, fino ad allora mai esercitata al di fuori di strutture pubbliche o aziende. 

Cooperazione
e centralità del socio

CAeB è una cooperativa e non una società di capitali. Ciò significa che lo scopo sociale è la mutualità e non il profitto: al centro si pone la persona e la sua crescita professionale. La fascia di età più rappresentata all’interno dei soci è quella che va da 31 a 40 anni.

Specializzazione
e professionalità

CAeB fa della specializzazione e della qualità il proprio tratto distintivo. È naturale perciò che il socio CAeB abbia un alto livello di scolarizzazione e che formazione e aggiornamento non siano concepiti come costi, ma come investimenti fondamentali. 

Clienti e mercato

CAeB opera da quasi quarant’anni in un mercato complesso. I clienti prestigiosi, la loro soddisfazione, la fidelizzazione di molti di essi, l’espansione aziendale in nuovi territori, sono il miglior attestato della qualità del lavoro.

Un’azienda cooperativa

CAeB è forte di più di 200 addetti, dei quali più del 90% soci lavoratori, assunti a tempo indeterminato. Il giro d’affari è di più di cinque milioni di euro e la distribuzione geografica dell’attività è estesa su tutto il territorio nazionale.

La “porta aperta”

In CAeB può entrare chiunque abbia la passione, la capacità e l’intenzione di misurarsi con un’esperienza lavorativa impegnativa e sia disponibile a seguire un iter di formazione e di aggiornamento costante, sia professionale che societario.

Flessibilità ma non precarietà

La grande flessibilità CAeB, ovvero la capacità di organizzare interventi di grande impegno per breve tempo senza perdere in qualità, non si ottiene solo attraverso il controllo di soci più esperti, ma soprattutto assicurando a tutti un lavoro stabile, adeguatamente retribuito, un clima lavorativo sereno, continue occasioni di aggiornamento e di stimoli intellettuali.

Una CAeB rosa

ll personale CAeB è per il 73% femminile. Non a caso: a fondare CAeB furono soprattutto donne; di conseguenza l’attenzione e la disponibilità nei confronti delle problematiche specifiche – come la conciliazione tra impegno lavorativo e responsabilità familiari – è sempre stata alta.